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Storia pag. 3
Molinodel"Rio Lentino" |
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Nel locali “B” fino a pachi anni fa’ vi erano posizionate tutti gli ingranaggi, le macine e le macchine per la produzione delle farine, sulla parete rivolta a sud sono ancora visibili i fori per l’ingresso dell’albero di trasmissione al quale era collegata la ruota motrice (oggi in ferro - foto 2 -, ma sino a qualche tempo fa in legno), osservando l’edificio dall’esterno sono visibili altri fori che indicano un livello preesistente inferiore rispetto all’attuale. Il pavimento è di tavelle in cotto, le strutture verticali sono costituite da muri a sacco dello spessore che va dai 55 ai 70 cm. in pietra locale legata con malta realizzata con calce viva e sabbioncino, il pietrame proviene dal Tidone e dai campi circostanti, i muri internamente risultano intonacati a malta piuttosto grezza, le strutture orizzontali del soffitto sono costituite da travi di rovere ancora ben conservate.
Il terzo locale - “C”- (foto n. 3), il primo quando si entra, ha un
ingresso ad arco che da sul piazzale posto innanzi alla casa a torre, questa ultima sembra quasi che possa sia stata messa come posto a controllo del macinato, forse ospitava l’addetto alla riscossione della decima per il signorotto titolare del feudo. Il locale “C” presenta una superficie maggiore rispetto ai primi due, la sua funzione era quella di magazzino, ma oltre alle granaglie e ai sacchi di macinato in questo locale, attraverso il portone (Foto 3), vi entravano i carri e i muli per il carico e lo scarico dei prodotti, mentre un’altra zona del vano era destinata alla misurazione del prodotto; gli strumenti erano molto probabilmente appesi ai muri ed al soffitto che con le robuste travi poteva sostenere sia lo strumento per la misura (lo staio, la mina, la stadera, ecc.) che il loro prezioso contenuto. In questo locale sono ancora ben leggibili le tracce di ben due ingressi verso il cortile interno, questi tracce confermano ancora una volta l’ipotesi di un piano cortilizio molto più basso rispetto a quello attuale. Il portone d’ingresso al mulino era posto dalla parte opposta della direzione del corso d’acqua perché ogni qualvolta che il livello dell’acqua del torrente saliva i danni potevano essere in tal modo limitati. La forma stessa a barca del cortile interno e dell’intero borgo non sembrano casuali se il primo insediamento è posto sull’affioramento roccioso l’intero complesso sembra aver una forma tale da offrire la minor resistenza all’acqua.
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2 - Il muro a sacco è una struttura
costituita da due muretti relativamente sottili normalmente in sasso
ben composto e ben legato, la parte compresa tra un muro e l’altro veniva
riempito di pietrame e sabbia il tutto mescolato anche a paglia per
migliorarne la coibentazione.
3 - La decima era la parte aspettante
al signorotto (durante il periodo feudale)
